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La Battaglia dei Tre Regni

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La battaglia dei Tre Regni (2008)

 

Questo film è una trasposizione cinematografica del celebre Romanzo dei Tre Regni, attribuito a Luo Guanzhong, che l'avrebbe scritto intorno alla metà del XIV secolo, riordinando diverse storie e leggende precedenti. Il film cerca di raccogliere e riportare allo spettatore la complessità e il fascino di un'opera che è molto popolare nella cultura cinese e che rappresenta un'interessante finestra sul modo tipicamente cinese di pensare, di agire e di rappresentare la realtà. Probabilmente questo intento e questo scopo sono al di là delle forze e delle possibilità di qualsiasi opera cinematografica. È dunque più utile spostare l'attenzione su quanto il film riesca a raccontare del modo cinese d'intendere la strategia e l'inganno, che trovano una sintesi operativa negli stratagemmi. Senza perdersi dietro al riassunto delle vicende storiche, e men che meno di quelle romanzate e poi trasposte in film, suggerisco di concentrarsi su una sola figura: Zhuge Liang, lo stratega. Soprannominato Wolong (臥龍), il “drago accovacciato”, è tradizionalmente la figura dell'eroe astuto – l'equivalente di Ulisse nella cultura classica – che affronta il nemico forte del suo intelletto e armato di un ventaglio di penne di gru. È l'unico eroe che non combatte fisicamente e che non ne risulterebbe probabilmente capace, ma la cui intelligenza costituisce una risorsa intangibile, tanto preziosa da essere decisiva per la vittoria. Anche il principale antagonista – Cao Cao – non combatte direttamente e impugna la spada solo per intimare una resa politica che viene respinta dalla coalizione dei suoi nemici. Anch'egli è uno stratega – e fu in effetti un importante governante e stratega, commentatore di Sun Zi – ma viene tradizionalmente raffigurato come un ambizioso e tirannico signore della guerra. La lotta che ingaggia con l'eroica alleanza dei suoi oppositori è innanzitutto uno scontro di intelligenza, di astuzia e di pianificazione, che solo nel momento finale precipita nella successione dei suoi sviluppi militari. La concatenazione degli stratagemmi è, in questo film, più sottile rispetto ad altri recenti film di produzione orientale. Zhuge Liang persuade Sun Quan ad accettare l'alleanza con Liu Bei perché si è guadagnato l'appoggio del suo principale condottiero, Zhou Yu, guadagnando così influenza all'interno della corte. La successiva sconfitta del contingente che Cao Cao ha inviato per mettere a segno un colpo di mano contro i suoi nemici è un'applicazione del XV stratagemma: “Attirare la tigre giù dal monte”, assieme al XXII: “Chiudere la porta per prendere il ladro”. L'uso delle spie, lo sfruttamento dell'epidemia (XII stratagemma: “Rubare la pecora quando capita sotto mano” con il IX: “Osservare l'incendio dalla riva opposta del fiume” per poi sfruttare il V: “Darsi al saccheggio approfittando dell'incendio”), l'inganno dell'alleanza infranta (XXI stratagemma: “La cicala dorata abbandona l'esuvia”), e la preparazione di un contrattacco con il fuoco per poi scatenare l'assalto al campo nemico (ancora il V stratagemma, combinato con il VI: “Creare scompiglio a Oriente e attaccare a Occidente”) si combinano con lo stratagemma per sopperire alla penuria di frecce facendosi rifornire direttamente dal nemico, approfittando della nebbia (VII stratagemma: “Generare qualcosa dal nulla”) e molti altri, meno visibili ma nondimeno presenti. Il significato ultimo è tutto compreso nell'immaginazione e nell'astuzia che precedono, logicamente e strategicamente, la forza, perché la devono guidare e sospingere là dove il suo potenziale distruttivo si può esprimere con maggiore vantaggio e minore sforzo. Il confronto militare e politico è dunque soprattutto una contesa di intelligenza, e non un brutale scontro di volontà.

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